15 ottobre 2016

IL PIFFERAIO DI HAMELIN

Teatrino dell’Erba Matta
di e con Daniele De Bernardi

Una ricca ed opulenta città è invasa dai topi che, in un sol giorno, fanno piazza pulita di tutto ciò che possiede.
La disperazione incombe nella improvvisa povertà di Hamelin ma uno strumento magico, il flauto, e il suo proprietario, potranno salvarla dalla definitiva distruzione.
“L’elemento magico” è il tema portante che ha ispirato la scenografia mutevole: una struttura esagonale dove ogni lato è una scena diversa, con un colore dominante, ed uno sviluppo imprevisto.
La città dai tetti rossi dove splende il sole, oppure le sue nere segrete sotterranee; il lago azzurro dove scompaiono i topi ed ancora il bianco finale dove nessun bambino muore (come nella favola originale) ma piuttosto sogna incantato da un flauto che lo accompagna nel suo dormire sonni sereni.
Accompagnato da musiche originali il narratore, anch’esso magico cantastorie, racconta la storia, animando i pupazzi protagonisti e dialogando direttamente con il pubblico.
L’impostazione comica, caratteristica della compagnia,  fa da contrappunto ad un’animazione che si fonde con la delicata atmosfera della storia.

 

12 novembre 2016

MIMI’ E LA FELICITA’

La Piccionaia
di Ketti Grunchi, Valter Rado, Elisabetta Mazzullo
con Ketti Grunchi
voce off Sergio Mascherpa
scenografia e luci Yurij Pevere

Mimì, tra i panni colpiti dal sole di una domenica mattina, inizia a fare un inventario di tutto ciò che al mondo le piace o non le piace. Leggera, fantasiosa, poetica, e ingenua, la nostra protagonista è felice di assaporare il tempo che ha a disposizione senza limiti, giocando, pensando e sognando. Si apre un microcosmo fantastico molto vicino a quello dei bambini, in cui poter ritrovare la voglia di giocare, alla ricerca della felicità. Mimì, tra le urla della nonna, le risate della coccinella e le lacrime del nonno, per una settimana contò tutto quello che non le piaceva e tutto quello che le piaceva…
Contò, elencò, classificò e numerò tutti i pensieri dall’uno al novecentosettantaquattromila… cinquecento… due! Poi… smise. Salutò le rondini, le nuvole, i panni stesi e le montagne.
E, finalmente… scese dal tetto.
L’attrice crea ed interpreta la figura di Mimì – bambina giocosa e simpaticamente impertinente – per esplorare insieme il mondo immaginario dei bambini ed introdurci in un microcosmo fantastico in cui poter ritrovare la voglia di giocare, alla ricerca della felicità. Leggera, fantasiosa, poetica e ingenua, la nostra protagonista assapora infatti felicemente il tempo che ha a disposizione senza limiti, giocando, pensando e sognando…

 

10 dicembre 2016

ASPETTANDO NATALE

Teatro Telaio
con Ilaria Filippini
regia Valentina Salerno, Angelo Pennacchio

Tre racconti contemporanei preceduti dalla storia della santa più cara ai bambini, Lucia.
In un paese immaginario si vive con trepidazione la festa attraverso la ricorrenza della preparazione del dolce tipico. Tuttavia di notte qualcuno li ruba prima che la gente possa riceverli. Ma alla fine tutto si risolverà.
In Germania, in un tempo indefinito, una vecchietta, Gretchen, combatte la Morte per riuscire a finire il golfino che, come ogni anno, sta preparando per il bambino Gesù che viene (in inverno in Germania, si sa, fa molto freddo).
Il giorno della sua nascita  Gesù si presenta come un normalissimo bambino, che non dorme, strillando come tutti. Un angelo musicista e compositore viene inviato per calmarlo, ma le più raffinate musiche non ottengono il risultato sperato. Saranno i semplici suoni e rumori della notte a farlo dormire.
Il Natale, festa cristiana che come spesso accaduto, ha assorbito elementi e tradizioni precedenti, esprime il senso del dono attraverso la nascita: di un Bimbo innanzitutto, luce, meraviglia, novità, calore, trasfigurazione. Aspettando Natale è incentrato sulla tecnica dell’attore, sul linguaggio del corpo, e vede un lavoro di contaminazione di elementi di mimo, espressività vocale e visiva (figure, oggetti).

 

7 gennaio 2017

LA BEFANA VIEN DI NOTTE

Teatro Prova
con Patrizia Geneletti
regia Oreste Castagna

Tanti nomi ha la befana, la signora misteriosa che, in fondo a quella calza lunga lunga appesa vicino al camino, lascia carbone oppure doni.
Il fatto che sia vecchia, col naso bitorzoluto, con i capelli arruffati e stopposi come una strega non significa che sia malvagia: è vero che si mangerebbe i bambini…ma di baci!!! In accordo segreto con la sua civetta spia tiene ben segnate su di un libro tutte le impertinenze che hanno commesso durante l’anno per premiarli o punirli con quel carbone che prepara facendo legna e bruciandola mentre sferruzza calze.
Ma la Befana ama i bambini, adora far da “portaregali” seguendo mappe che soltanto lei riesce a decifrare: calandosi dai camini a volte troppo angusti e fuligginosi, si trova tra calzini puzzolenti e camerette in disordine per raccogliere i soffi dei loro desideri con la scatola raccoglisogni. 
È proprio il sogno di Arianna, che vuole “che tutti siano più buoni”, a spingere la Befana a cercare il fiore del cuore: è un piccolo fiore giallo, il fiore d’oro dell’Oriente, il fiore dell’armonia: Kiku. 
E dal quel giorno in ogni calza che riempie lascia un seme di quel fiore tanto prezioso e unico.
In un’atmosfera giocosa l’attrice racconta del mito, delle filastrocche, delle storie antiche sulla Befana per restituirci, nella magia e simpatia, un fantastico personaggio che ancora oggi fa sognare.

 

11 febbraio 2016

CONCERTRUZ 

Teatro Laboratorio Mangiafuoco
di Christian Voltz
con Paola Bassani, Patrizia Borromeo, Laura Valli
musiche originali dal vivo Patrizia Borromeo

Lo spettacolo mette in scena, alternando poesia e comicità, brevi storie quotidiane che raccontano ai più piccoli sentimenti che ci appartengono fin dall’infanzia: ti voglio bene, sono arrabbiato, questo è mio, è colpa tua…

Un cabaret concerto in cui i personaggi della città di “Voltzville” si susseguono fra situazioni frizzanti e momenti poetici:  Leone che non vuole mai alzarsi alla mattina ed è sempre in ritardo; Luigi che pianta con amore un semino ma non sa aspettare che cresca; Marcello cacciatore e  Alberto pescatore che litigano per una …carota; Alfredo, direttore di circo, e i suoi numeri straordinari; Ines e gli animali della fattoria: la mucca, l’asino, il maiale, il cane, il gatto e… la zzzzzzz…zanzara!
Nello spettacolo gli avvenimenti vengono narrati con sagome, voce e musica e danno vita a  uno spartito divertente e  surreale. La musica dell’arpa, composta appositamente, racconta a sua volta atmosfere, sottolinea, fa da contrappunto, permette a sentimenti ed emozioni di risuonare, in un continuo gioco di relazione tra attrice, animatrice e musicista.
Le figure, costruite con materiali di recupero, filo di ferro intrecciato, frammenti di stoffa e di colore sono personaggi nitidi ed essenziali animati, come quadri,  all’interno di cornici teatrino.

 

Ingresso posto unico
Adulti 8 euro | Bambini 7 euro
Ridotto bambini 6 euro (tesserati alla Biblioteca Civica)

Prevendita fino al giorno antecedente gli spettacoli presso:
Pro Loco Cologno Monzese
Via Milano, 3 | Tel. 02.2532990 | Apertura dal lunedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00
Tutti gli spettacoli sono programmati al Cineteatro Peppino Impastato
Via Volta, 11  – Cologno Monzese (Mi) | Tel. 02.91970395
Raggiungibile con la Linea MM2 Cologno Centro o con mezzi privati (Tangenziale Est – uscita 12 Cologno Nord)

Informazioni
Comune di Cologno Monzese – Settore Cultura
Tel. 02.25308.288 – 353  | cultura_sport@comune.colognomonzese.mi.it | www.comune.colognomonzese.mi.it